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By 1 marzo 2011 6 Comments

Pulizia professionale rispettando l’ambiente


“Pulizia Sostenibile”.. Che significato ha questa parola?… quanto si è fatto fino ad oggi nel settore professionale per una pulizia meno aggressiva e più sostenibile per l’ambiente?
Nell’ultimo decennio, i maggiori produttori del settore si stanno impegnando moltissimo su questo tema. L’AFIDAMP (una delle associazione di catergoria), ha istituito un premio, (il CLEAN GREEN AWARD), ai produttori che più si distinguono per ricerca e innovazione sul tema della sostenibilità.



Ma tutto questo che risonanza ha nell’ambiente delle imprese… quanto viene fatto ?… o dovremmo dire, quanto si riesce a fare?
Nel mio ultimo articolo, “Come agisce un detergente industriale” ,ho parlato delle componenti principali dei detergenti comuni e industriali, di tensioattivi di acidi e sbiancanti chimici, senza soffermarmi particolarmente sulla natura tossica, e di quanto possano essere dannosi per l’ambiente.


Ecocaps, la linea di detergenti in capsule idrosolubili e super concentrate per la pulizia professionale vincitrice del Clean Green Award Afidamp 2010 categoria "prodotti chimici"

Bene, la possibilità questa volta mi viene data da Raffaella Russo, la responsabile commerciale della CLEAN ART SERVICE, una Impresa di pulizie Romana, che della PULIZIA SOSTENIBILE sta cercando di fare il suo principale biglietto da visita.
Nei giorni scorsi, complice un suo commento, ho dato una scorsa al loro sito: www.cleanartservice.it ,come spesso faccio con i link dei miei utenti, e mi sono piacevolmente sorpreso nello scoprire un’azienda tanto virtuosa. L’utilizzo , per ora in parte e dove gli viene consentito, di detergenti  BIODEGRADABILI e poco incisivi sull’inquinamento ambientale, ha attirato la mia attenzione.
Vi riporto i passi salienti di quanto mi scrive Raffaella:

Perchè biodegradabile?
“Tutti sanno che pulire naturale o pulire ecologico vuol dire utilizzare prodotti più sicuri,questo è diventato uno dei punti di forza della nostra azienda, che vuole sensibilizzare i suoi clienti ad un maggiore rispetto per l’ambiente. Oltre al problema dell’inquinamento da sostanze tossiche dei detergenti, sono in aumento anche le allergie e le intolleranze legate ai potenti allergeni in esso contenuti.”

Come reagiscono i clienti?
“Stiamo avendo una buona risposta da parte dei clienti a questa nuova pratica sostenibile, anche perché l’efficacia dei nostri prodotti è riprovata dai fatti oltre che dalle certificazioni che dimostrano la biodegradabilità rapida, anaerobica, la bassa tossicità a lungo termine e bioaccumulazione

Concludendo
“Con questo semplice ma efficace gesto noi tutti possiamo provare a migliorare le nostre condizioni di vita, iniziando dalla nostra salute e dell’ambiente che ci circonda”

Mi sembra dunque doveroso ricordare che pulire sostenibile si può e si deve provare, con un occhio attento alla volontà dei clienti e la fattibilità dei costi.
Ad ogni buon conto, vista la mia personale passione per l’argomento e l’attenzione che prediligo alle nuove iniziative vi invito a segnalarmi idee, soluzioni e innovazioni delle vostre aziende!!

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6 Comments on "Pulizia professionale rispettando l’ambiente"

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  1. Articolo sui detergenti eco sostenibili
    Ho letto l’articolo e sono pienamente d’accordo. E’ indispensabile pensare alla salvaguardia dell’ambiente. Ma vorrei fare una precisazione in merito all’articolo. Si dice che l’impresa romana usa prodotti dove gli è consentito, biodegradabili. Mi chiedo:
    1) negli altri cantieri che prodotti usa? Prodotti non biodegradabili? Spererei proprio di no.
    2) ma i detergenti per legge non devono essere tutti biodegradabili almeno al 90%?
    Nell’articolo fa bella mostra una foto di prodotti di una nota marca. Ciò fa pensare che l’impresa usi questi prodotti.
    Invece sul sito della stessa impresa si vede che utilizza ben altre cose.
    Vorrei inoltre ricordare che non basta una semplice suffisso oggi troppo diffuso perché un prodotto possa essere dichiarato ECO-COMPATIBILE.
    Biologico, Eco, Bio, sono parole che si sprecano troppo spesso.
    Se non sbaglio poi, oggi non si posso più chiamare ECOLOGICI i detersivi ma al massimo ECO COMPATIBILI.
    Se veramente si vogliono utilizzare prodotti più sicuri e a minore impatto ambientale dobbiamo seguire la margherita. Solo il marchio europeo Ecolabel (o altri marchi europei similari) ci danno la garanzia che non solo il prodotto ma tutto il ciclo produttivo per la fabbricazione dello stesso rispetta l’ambiente.
    Vorrei infine ricordare che oltre ai prodotti (che dovranno in un futuro spero prossimo) meno inquinanti, è necessario fare crescere la mentalità del pulito nella gente.
    Quanti prodotti spesso inutili o dannosi utilizzano le massaie?
    Basta leggere un blog o una chat su un sito “femminile” per leggere una sfilza di stupidaggini veramente incredibili.
    Sebbene un prodotto molto poco ecologico quanta ammoniaca viene tutt’oggi utilizzata nelle pulizie e, badate bene, anche in locali molto delicati come asili e scuole materne?
    Giovanni Cantello

    • admin scrive:

      Ciao Giovanni, e grazie per aver commentato l’articolo in questione. Innanzitutto sono felice di scoprire che sei un rivenditore, come dico spesso do sempre una scorsa ai siti web dei miei utenti, e la tua azienda,(http://www.cantello.it) mi ha colpito soprattutto per ordine e pulizia d’immagine!,anche se per logica dovrebbe essere sempre così per chi fa questo mestiere , ti posso assicurare per esperienza che troppo spesso non lo è!
      ora veniamo all’articolo:
      prima precisazione, l’immagine delle “ecocaps” della Sutter, fanno riferimento al premio CLEAN GREEN AWARD, ma hai fatto benissimo a notarlo poichè non avevo inserito la didascalia alla stessa che potesse precisarlo.
      Seconda questione:
      biodegradabili ..quando gli è consentito” è ahimè un grossolano errore nell’uso delle parole. Come correttamente mi fai notare, la Biodegradabilità di un prodotto è per legge “oltre il 90%” su tutti i tipi di detergenti (almeno così dovrebbe essere), e “se gli viene consentito” è una mia personalissima interpretazione della volontà dei clienti nell’utilizzo di prodotti ECO-COMPATIBILI di contro all’utilizzo di quelli “MENO” ECO-COMPATIBILI in riferimento alla loro capacità di pulizia e come fai notare sull’uso improprio della parola “ecologico”
      terza questione:
      la biodegradabilità di un prodotto è riferita per legge solo alla quantità dei tensioattivi in esso contenuto, che generalmente non supera il 10% del volume, inoltre per legge i detersivi devono rispettare solo i parametri di biodegradabilità aerobica, cioè quella all’aria. Sulle confezioni si trova scritto “biodegradabilità 90%”, ma si riferisce al tensioattivo lasciato all’aria.
      Per quel che riguarda il marchio ECOLABEL, non basterebbero dieci pagine per discuterne, ricordo solo che il marchio è stato instituito nel 1992 , che in materia di salvaguardia ambientale è preistoria. Tanto che secondo la disciplina UE 2010, un’apposita Commissione dovrà realizzare uno studio, entro il 31 dicembre 2011, volto a esplorare se sia fattibile stabilire criteri affidabili relativi alle prestazioni ambientali durante l’intero ciclo di vita dei prodotti in questione, inclusi quelli della pesca e dell’acquacoltura. Esso dovrebbe valutare la possibilità di assegnare il marchio Ecolabel solo ai prodotti certificati come biologici, per evitare confusioni per i consumatori.
      Senza contare che i marchi di qualità sono spesso legati alle potenzialità economiche di un’azienda! (n.d.r.)
      Grazie dell’intervento Giovanni, senza il tuo aiuto non avremmo definito e concluso in modo chiaro la questione dei detergenti ECO-COMPATIBILI.
      Saluti, Claudio

  2. Andreoli Tiziana scrive:

    Buongiorno Claudio,
    si, conosco queste realta esono pienamente d’accordo, avendo due aziende che si occupano di pulizie civili e industriali e manutenzione di pannelli fotovoltaici viene naturale fare ricerche di mercato sui detergenti ECO – COMPATIBILI soprattutto per i fotovoltaici dove non si usano detergenti per pulirli.
    Le mie aziende non sono ancora visibili sui siti, ma sono ben inserite nel mercato come aziende specializzate e diamo supporto specializzato a grandi realtà che operano nel settore pulizie; la nostra specializazione sta nelle pulizie cosidette di fondo, trattanenti dei marmi e dei cotti antichi, pavimentazioni in parque, ripristino delle pavimentazioni, vetri, settori alimentari ecc., siamo alla continua ricerca di innovazioni.
    I suoi articoli Sig. Claudio mi interessano molto e la ringrazio per l’attenzione.
    Cordialmente

    • admin scrive:

      Ciao Tiziana e grazie a te per l’attenzione che dedichi al mio blog. In un prossimo futuro tratteremo con maggiore attenzione questo argomento e sarei felice, se tu volessi intervenire anche via mail, per proporre argomenti, news o esperienze interessanti.
      Cordiali saluti,
      Claudio.

  3. Raffaella scrive:

    Ciao a tutti,
    sono contenta che Claudio abbia già spiegato la definizione per legge della biodegradabilità :
    la biodegradabilità di un prodotto è riferita per legge solo alla quantità dei tensioattivi in esso contenuto, che generalmente non supera il 10% del volume, inoltre per legge i detersivi devono rispettare solo i parametri di biodegradabilità aerobica, cioè quella all’aria. Sulle confezioni si trova scritto “biodegradabilità 90%”, ma si riferisce al tensioattivo lasciato all’aria.
    I prodotti ecocompatibili utilizzati dalla nostra Azienda rispettano non solo questo standard ma hanno tutta una serie di caratteristiche che elenco di segutio:

    Biodegradabilita’ rapida

    Bassa tossicita’ a lungo termine e Bioaccumulazione

    Bassa tossicita’ per gli organismi acquatici

    Biodegradabilita’ anaerobica

    Basso grado di etossilazione

    Se volete vi invito a visitare il loro sito: http://www.bensos.it cosi’che potrete rendervi conto del grado di affidabilità e serietà di cui parliamo. Per il nostro standard qualitativo e la risposta dei clienti, posso aggiungere che questi prodotti sono ottimi, e sono stati da noi selezionati dopo una lunga e attenta analisi anche dal punto di vista tecnico scientifico.
    Per quanto rigurada gli altri prodotti che avete potuto vedere sul nostro sito internet classificati da noi come standard, fanno parte di un marchio tedesco molto noto ma ben tollerato anche dalla stessa ECOLABEL grazie ad una serie eco compatibile che hanno messo sul mercato da poco e che ha già ricevuto la certificazione tanto agognata ma che spesso, come ha fatto notare Claudio, non tutti si possono permettere di ottenere meramente per problemi economici e non qualitativi. Detto questo, noi nel nostro piccolo stiamo cercando di sensibilizzare tutti i nostri clienti e quelli potenziali al costante utilizzo di prodotti che rispettino l’ambiente e l’uomo.. insomma cerchiamo di seminare qualcosa, ciascuno secondo le proprie possibilità e competenze.

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